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Forteresse - Thèmes Pour La Rèbellion

Created: 08 July 2018 By Capitan Impaler

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The attempt of many now is to sit in the 'depressive' river bed, so popular today, to be more extreme but in any case moving away from the original essence of its culture. Dissipating a genre that has certain characteristics or attempting to enrich it forcibly does not necessarily proclaims a new artist and distorts the same phenomenon by losing sight of its essence. The case of the Forteresse is different from this new custom because even if set in the age of extreme technology their songs contain the mark of the past, the intent of a classic forge free of tinsel, now blurred in many historical realities. Frigid and very sharp guitars penetrate the listeners meats but they are not static and boring, even if the construction of the architectures has a pitch so launched that often and willingly follows the long blast-beat sections. The intent is launched and, together with the lethal rhythmic walls, the geometries of notes set off towards a dynamic march that crushes everything it finds. See the intense performances of the live pieces themselves, now also deposited on internet channels, example of a commitment and an activity of performances full-bodied and frequent. The mind is taken over, almost hypnotically. Of course, with a basis of premise given by previous publications and with an important baggage as 'Metal Noir Quebecois' it can be difficult to self-overcome but Forteresse put it all together and succeed, even integrating new session members in the line-up. Maybe helped by new productions more limpid and charged, perhaps due to the energetic nature of the same songs, some re-recorded, they succeed in their test and hit the target with precision. It will also be due to the ideological backbone that supports the project, seen its main theme, in certain bands redundant on a conceptual level, the claim of a territorial and national separation of their area, their beloved Quebec.

The strength of a voice out of the chorus does not always distinguish itself from the original black line because despite a way of expressing itself and an original approach the bands fluctuate in a dense and confused chaos of epigones. Especially today that the reproducibility of music has changed. Certainly it remains more meticulous and judicious to go find the example of those realities hidden by the market user, that inflated and widely publicized.
Although anchored to the proverbial cliches of a genre now frequented for about forty years, Forteresse are able to show an extra gear, synonym of quality. The fast rhythmic walls and the coldness of the sound accompanying them more or less always in their discography, at a first inattentive attempt to listen, could crush them on the interminable pile of many other bands today in the scenographic backdrop of depressive black metal. But this is not the case, at least for my opinion. Capitan Impaler.

Italian version

Il tentativo di molti ora è quello di accomodarsi nel letto del fiume 'depressive', tanto in voga oggi, per risultare più estremi ma in ogni caso allontanandosi dall'essenza originaria della sua cultura. Dissipare un genere che ha certe caratteristiche o tentare di arricchirlo forzatamente non proclama necessariamente un nuovo artista e snatura lo stesso fenomeno facendo perdere di vista la sua essenza. Il caso dei Forteresse è differente da questa nuova usanza perché pur ambientati nell'epoca della tecnologia estrema le loro canzoni contengono il marchio di una volta, l'intento di una forgia classica priva di orpelli, ormai sfumata in tante realtà storiche capostipiti.
Frigide e taglientissime chitarre penetrano nelle carni degli ascoltatori ma non sono statiche e noiose, seppure la costruzione delle architetture abbia un passo talmente lanciato da ricalcare spesso e volentieri le lunghe sezioni in blast beat. L'intento è lanciato ed insieme ai micidiali muri ritmici le geometrie di note si mettono in cammino verso una marcia dinamica che schiaccia quanto trova. Ne si vedano le intense performances degli stessi pezzi dal vivo, ormai anch'essi depositati sui canali internet, esempio di un impegno ed una attività di esibizioni corposa e frequente. Si impadroniscono della mente, quasi ipnoticamente. Certo, con una base di premessa data dalle pubblicazioni precedenti e con un bagaglio importante come 'Metal Noir Quebecois' può essere difficile auto-superarsi ma i Forteresse ce la mettono tutta e ci riescono, anche integrando nuovi session members in formazione.
Forse aiutati dalle nuove produzioni più limpide e cariche, forse per la natura energica degli stessi brani, alcuni ri-registrati, riescono nella loro prova e centrano il bersaglio con precisione.
Sarà anche per l'ossatura ideologica che sostiene il progetto vista la sua principale tematica, in certe bands ridondante sul piano concettuale, la rivendicazione di una separazione territoriale e nazionale della loro area, il loro amato Quebec.

La forza di una voce fuori dal coro non sempre si distingue dal filone nero d'origine poiché malgrado un modo di esprimersi ed un approccio originale le bands fluttuano in un marasma di epigoni fitto e confuso. Specialmente oggi che la riproducibilità della musica è cambiata. Certamente resta più meticoloso e di carattere certosino andare a scovare l'esempio di quelle realtà nascoste dall'utenza del mercato, quello inflazionato ed ampiamente pubblicizzato. Seppur ancorati ai cliché proverbiali di un genere ormai frequentato da una quarantina d'anni i Forteresse sono capaci di mostrare una marcia in più, sinonimo di qualità. I velocissimi muri ritmici e la freddezza del suono che li accompagna più o meno da sempre nella loro discografia, ad un primo disattento tentativo di ascolto, potrebbe schiacciarli sul mucchio interminabile di tante altre bands odierne nel fondale scenografico del depressive black metal. Ma così non è, almeno per un mio parere. Capitan Impaler.

Tracklist

  • Aube de 1837
  • Spectre de la rébellion
  • Là où nous allons
  • Par la bouche de mes canons
  • Le sang des héros
  • Forêt d'automne
  • Vespérales
  • Le dernier voyage

Band Lineup and staff

  • Moribond - Drums (2006-2010), Guitars, Bass
  • Athros - Vocals, Keyboards, Guitars (additional)
  • Fiel - Drums, Keyboards (2010-present)
  • Matrak - Tveskaeg    Guitars